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La leggenda della matriciana di gamberi PDF Stampa E-mail
Scritto da Michelle   

 

La leggenda della matriciana di gamberi

 

 

C'era una volta un Re, un grande re,  il suo nome era Poseidone, era alto, forte  portava una barba nera lunga e fluente, che lo faceva sembrare un duro, egli era il dio di tutti i mari ,  di tutti gli oceani e di tutte le acque conosciute.

Zeus spodestò il padre Crono e  decise di dividersi il dominio del mondo con i fratelli, Ade e Poseidone.

 

Ad Ade toccò il dominio sotterraneo, a Zeus quello dei cieli e a Poseidone toccò il dominio dei mari.

Come signore di tutte le acque, Poseidone stabilì la sua reggia negli abissi, egli viveva  accerchiato dalle ninfe oceaniche, le Nereidi, dai tritoni e dagli ippocampi.

Quando il dio emergeva dal mare lo faceva armato di tridente, con un carro trainato da cavalli bianchi e con una scorta di delfini e tritoni. Il simbolo di Poseidone era il tridente, costruito dai Ciclopi, che con un solo colpo faceva scatenare maremoti e terremoti.

Era di carattere molto cupo e litigioso e bastava una sciocchezza per irritarlo e per fare scatenare disastri lunghe le coste. Per punire i mortali, oltre queste calamità, egli faceva sorgere dal mare mostri marini intenti a distruggere tutto. La sua sposa, fedele, era Anfitrite da cui ebbe tre figli Tritone, Roda e Bentesicima.

Essendo anche lui un latinlover  come suo fratello Zeus , fece soffrire Anfitrite di gelosia, ebbe svariati figli sia con ninfe sia con mortali.

 

Solo una volta la moglie accecata dalla gelosia si vendicò, e fu quando il marito la trascurò per Scilla.

Anfitrite chiese ai gamberi di mettere delle erbe magiche nella fontana dove era solita lavarsi l'amante, e quando lei toccò l'acqua si trasformò in un mostro a sei teste. 

Quando Poseidone vide Scilla così trasformata, andò su tutte le furie con i gamberi che avevano aiutato Anfitrite nella sua vendetta, ma voleva che il castigo inflitto ai gamberi fosse tale che tutto il suo regno l’avrebbe ricordato per molto tempo.

 

Poseidone era amante della buona tavola, ma per ovvi motivi non mangiava nulla di quanto era nell’acqua, ma questa volta  il suo ingegno giunse a trovare una punizione esemplare, indisse una sfida a tutti i mortali, che erano ritenuti i migliori cuochi del mondo,   per chi meglio avesse cucinato i gamberi.

 

Arrivato il tempo della sfida, si appresto’ ad assaggiare i vari piatti presentati dai mortali e rimase senza parole quando in una antica località dove sorge l’odierna Fiumicino, in una locanda vicino al mare assaggiò una gustosissima matriciana ai gamberi, la cui ricetta ci e’ stata tramandata dagli scritti di una antica ancella romana di nome Lidia.

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