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"Casanostra" PDF Stampa E-mail
Scritto da Michelle   
Il progetto vuole ricreare una struttura casa-famiglia polifunzionale per il diversamente abile caratterizzata da un clima di serenità, amore e accoglienza, affinché coloro che si rivolgono ad essa possano sentirsi all’interno di una seconda famiglia e possano ritrovare strumenti utili a recuperare dignità, affetto, convinzione nei propri mezzi e tutto ciò che anni di marginalità sociale hanno progressivamente logorato. Il fine ultimo è quello di condurre i beneficiari, attraverso un determinato cammino di recupero, verso una maggiore autonomia e una maggior realizzazione di se stessi, per ridimensionare quello svantaggio sociale derivante dalla condizione di disabilità.E’ opportuno sottolineare che la struttura sarà prima di tutto luogo di incontro e di scambio, dove i beneficiari potranno dedicare tutta o parte della loro giornata in completa autonomia dalle famiglie ma costantemente assistiti da personale specializzato. Inoltre, il soggetto diversamente abile potrà usufruire delle occasioni ulteriori di socializzazione come le attività ricreative e culturali e i corsi di formazione per il reinserimento socio lavorativo.La struttura sarà suddivisa in una zona giorno e una zona notte e in linea di massima sé pensata in grado di ospitare in zona notte 14 posti letto e in zona giorno una cinquantina di persone.  All’interno della zona giorno sarà istituito un call-center per la fornitura del servizio trasporto diversamente abili, possibilmente gestito dagli stessi beneficiari del progetto. Sempre nella zona giorno sarà presente una piccola biblioteca, una sala internet, una cucina-mensa e una grossa sala riunioni dove poter organizzare e svolgere i corsi di formazione, le attività ricreative culturali e le attività di sensibilizzazione.

La zona notte è la particolarità e il punto di forza di questa struttura casa-famiglia perché permetterà al soggetto diversamente abile volenteroso di acquisire una autonomia abitativa, di distanziarsi dalla famiglia per un determinato arco di tempo o definitivamente e di poter così iniziare un cammino di autonomia comunque assistita. La zona notte inoltre, proprio in relazione alle esigenze manifestate dai diretti beneficiari, fungerà anche come luogo di ospitalità di prima emergenza di quello che sarà il programma pilota “adottiamo un senzatetto”, attraverso il quale i soggetti diversamente abili in prima persona potranno ospitare, per un periodo di tempo predefinito, un numero esiguo di persone prive di autonomia abitativa con lo scopo di dare loro una famiglia che gli accolga e degli amici che gli aiutino a reinserirsi all’interno della nostra società e permettendo loro di usufruire dei servizi messi a disposizione della struttura come i corsi di formazione e le attività sociali e ricreative. Ovviamente la selezione delle persone prive di autonomia abitativa sarà condotta da personale specializzato che ricercherà in loro le caratteristiche imprescindibili per la convivenza con persone diversamente abili e l’atteggiamento costruttivo e volenteroso verso il reinserimento socio lavorativo. Le persone prive di autonomia abitativa  compatibili con il progetto saranno comunque suggerite e preselezionate dalle strutture della Caritas.

Il risultato sarà una struttura punto di riferimento per i soggetti diversamente abili e le loro famiglie, dove il beneficiario potrà passare parte della sua giornata recandovisi in maniera autonoma grazie al servizio trasporto, potrà incontrare amici, dedicarsi a momenti di svago, ricevere assistenza psicologica da personale specializzato, ritrovare quel clima di serenità, indipendenza e distensione che talvolta manca nella sua quotidianità. Ancora potrà perseguire i suoi desideri di autorealizzazione attraverso l’aiuto degli altri,  potrà scambiare esperienze, imparare un lavoro o una qualsiasi altra attività, dare sfogo ai suoi desideri ed ambizioni e trovare ascolto, nei limiti del possibile, da chi è lì con lui perché ritiene il soggetto diversamente abile prima di tutto una persona. Dal punto di vista generale sarà una struttura in grado di ridimensionare lo svantaggio sociale derivante dallo stato di disabilità sfruttando lo strumento della cultura e della solidarietà. Da non dimenticare inoltre tutto ciò che ruota intorno al tema della sensibilizzazione e della diffusione di una corretta informazione connessa alle tematiche del caso: si organizzeranno eventi di raccolta fondi, incontri educativi e di scambio con le famiglie e incontri di sensibilizzazione con la società civile.Occorre sottolineare infine anche il grande apporto che verrà dato attraverso il piccolo programma pilota “adottiamo un senzatetto” a tutta una serie di situazioni di svantaggio sociale. Il soggetto privo di autonomia abitativa potrà finalmente ritrovare una famiglia dopo l’abbandono, degli amici dopo l’isolamento, uno scopo ed una ragione dopo un vagare senza meta, una realtà finalmente caratterizzata da amore, scambio, ascolto, reciproca dedizione. Dall’altra parte il soggetto diversamente abile potrà nuovamente riassaporare l’essere protagonista, avere tra le mani un obiettivo nobile e appagante, che gli permetta di aiutare chi come lui è in difficoltà, di valutare aspetti diversi di svantaggio sociale e sofferenza, di poter sentire di avere un qualcosa di importante da affrontare durante quella quotidianità fin troppo spesso identica, priva di stimoli e di occasioni per rimettersi in gioco.
 

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